mercoledì 7 febbraio 2018

SCONFORTO



Non sai cosa vuol dire sentire male dentro se non hai provato almeno una volta lo sconforto. È un dolore silenzioso che ti riempie la testa, ti fa tornare al passato e riesce a farti sentire in colpa per tutto quello che avresti potuto (forse) fare.
Quando pensi a quante volte ti sei rialzata per un attimo lo contrasti.

SCONFORTO e le parole diventano inutili, i colori sfumano verso un grigio fumo che non è nemmeno di Londra, che poi, chi ci vuole andare a Londra? Sconforto... tristezza, soluzioni che non arrivano, strade già provate e riprovate, muri di gomma.
L'unica è pensare alla teoria di uncle Giò, la notte ha sempre una fine e da questa ha inizio un nuovo giorno. Dopo lo sconforto, con l'avvento della teoria di cui sopra, ci sembrerà d'essere a capodanno, si riempiranno gli ultimi minuti del vecchio anno di buoni propositi e si ricomincerà da capo, così lo sconforto lascerà il posto alla speranza, hope.

SPERANZA cs SCONFORTO 1/0

La luce di un nuovo giorno illuminerà tutti i buoni propositi, qualsiasi sia il progetto, la direzione, il nostro nuovo modo di porci nei confronti di un determinato problema o situazione.
Nel frattempo non avete più voglia di contrastarlo, lo subite con consapevolezza, arriva, vi travolge e vi lascia li inermi.
In sintesi, SCONFORTO = giornata di merda pensando che non vale la pena vivere una vita che non sentìte vostra, sentimenti contrastanti voglia di mandare affanculo laqualunque servisse a qualcosa.



giovedì 25 gennaio 2018

Aiuto

prove tecniche di pubblicazione.
L'app di blogger mi sabota i post
Post/sibile?

venerdì 17 novembre 2017

Novembre

Siamo già a metà
e non ho scritto niente, non mi va.
Sarà la vita che mi gira intorno
quella che porta al futuro...
Sarà che venerdì 17 è un giorno come un altro, sarà quel che sarà, intanto pasta e ceci a tutti.
Stasera si nuota senza pensieri
80×20
e sia.

giovedì 3 agosto 2017

Post prandiale

Quanto mi piace questo momento, vorrei non finisse mai o che durasse qualche ora in più dei minuti che invece in realtà sono.
Giovedì, uno qualunque, loro mi suonano running to stand still e subito riaffiorano ricordi del Trap-assato.
Distesa sul letto nella semi penombra ho voglia di buttare giù qualcosa qui, storie ascoltate, coincidenze.

Ho sentito di una lei anziana, pronto soccorso, vicino al letto di lui, sorridente e speranzosa, immagine di sostegno di amore profondo di rispetto e volontà.
Poi sento di lei che lascia lui dopo sei  anni di fidanzamento e quattordici di  convivenza perché lui si ammala.
Coincidenze della stessa mattinata.

Ho risolto la Trap story con una bella telefonata ieri, seguita poi da diversi messaggi che sono sicura, saranno serviti soltanto a me, amen.

Intanto coincidenza, mi capita tra le mani un libro, "il sole tra le mani", avrei voglia di farglielo recapitare se fossi sicura lo leggesse...
Così non sono solo le canzoni ed i libri  a venire a me, ma situazioni che riportano spesso allo stesso pensiero/situazione, l'umanità e lo scopo di ognuno su questa misera terra.
Sono serena, è giovedì e neanche Lucifero con le sue folate roventi potrà cambiare questo stato di cose, (n'zomma. ..)

Intanto Billy è presa dalla Herat story ed io non voglio sapere
Gio ripone le sue aspettative speranzose su M. e gli u2 in questo preciso momento suonano whit our whitout you


                  My hands are tied
                  My body bruised
                  Hi’s got me with
                  Nothing to win and
                  Nothing left to lose

Stasera sudore con un nuovo amico, IMPACTO TRAINING di Fabioinka
lo noto solo ora, Fabio anche lui, coincidenze...

Meno 15 gg alle vacanze, dicono che arriverà presto Frosinona, sono pronta.
Felicità a grappoli a tutti, magari freschi, magari...

https://open.spotify.com/track/5p08MR2t6ObEKITfb78Kyc

        per molti ma non per tutti

mercoledì 5 luglio 2017

Collage

Era un giorno di maggio oltre la metà, avevo voglia che fosse qualcosa, chissà.
Mi avvicinavo con cautela cercando qualcosa che alla fine non c'era.
Restano di te oltre ai mille perché
l'odore di pulito e quel che non ho mai saputo ne capito
Non volevo finisse così
Ma l'istinto me lo diceva
anche quando tu mi portavi in riviera
Beati gli ultimi se i primi non han lasciato segni, più che segni son ferite aperte, che tu nascondi sotto pesanti coperte
coperte e coperture
ansie e arrabbiature
Ricorderò di te le risate rubate ai tuoi momenti bui, l'abbraccio nel quale avresti voluto respirare famiglia, l'uovo sodo tre minuti, il buono che scorgevo sotto quel parapiglia, boss, questa degli U2, la vista sulla city e amen
dal Vangelo secondo Fabio
versetto 23/5 - 2/7

Se non ti aiuti tu, non ti aiuterà nessuno.

mercoledì 26 aprile 2017

Fotografie

- Ciao mamma, stanotte ho sognato papà, ti ricordi quella foto dove ci siamo io e lui sull'altalena?
- Si che me la ricordo...
- Ecco appunto, me la cerchi? La voglio 
- Vieni a cercartela da sola, non ho tempo di ravanare tra le fotografie.
Le fotografie a casa nostra non mancavano mai, c'era sempre un occasione, un picnic, un compleanno, la visita agli zii, la gita in montagna stambecchi e marmotte, i nonni, a casa di zia e zio, panorami e mille e mila altre occasioni.
Peccato che con i nove traslochi di mamma, le foto abbiano un po come dire, perso il loro ordine logico e temporale, così aperto il vaso di pandora, in un amen sono uscita io stile come natura crea e subito dopo ero in abito nuziale, mamma che è molto gelosa delle sue cose, si è seduta a fianco a me e mi ha aiutata ad arrabattarmi in quel caos cosmico.  C'è voluto un po prima di ritrovare l'altalena, abbiamo rivissuto momenti, belli e brutti, ricordato profumi, rivisto persone lontane giovanissime, e in mezzo ai vari "ti ricordi? Ti ricordi?" c'è scappato anche qualche sospiro di mamma prima del solito the, merenda time.
Marcello ha assistito in religioso silenzio come suo solito, la tv era come sempre accesa su uno di quei programmi pomeridiani da "compagnia"
Non riuscirò  mai ad abituarmi a quel vocicchio continuo e fastidioso ma a loro piace così.
La camera che un tempo era dei ragazzi stava per essere sostituita con quella di lavoro di mamma, lavori in corso.
- É piu grande e così ci sta tutta la mia roba
Bricolage.
Lei è quella della vena artistica, cose recuperate ovunque, ha la capacità di trasformare una bottiglia di plastica in un simpatico portamatite, una tegola in un numero civico tutto decoupage, anche una cerniera può rinascere a nuova vita se ha la fortuna di passare fra le sue mani, sorrido pensando al paradosso, dovrebbe imparare a mettersi un po lei fra quelle mani,
curarsi un po di più, pensare un po più a se stessa, invece sembra che tutto quel che orbita intorno a lei, abbia sempre la priorità. La classica mamma sacrificale, la mamma chioccia, quella che la maggior parte delle volte risponde alle mie chiamate con - Sto facendo la spesa. Ma quanta spesa fai mamma? Capisco un tempo che eravamo un esercito ma ora? Pernondimenticare...
Rio mi fissa dall'angolo sinistro del mio letto, gli occhi gialli diventano scuri di notte, per fortuna ai pensieri non succede.
Stasera mi addormenteró contenta, l'ho trovata e con lei anche un po di me stessa, anche se non ho memoria del dove fu scattata.
- Si dorme allora?
- Si, domani é giávedí, si rusca. Notte papà, non smettere di spingermi...

giovedì 20 aprile 2017

Help me

Oggi nel parcheggio del lidl, mi son ritrovata a pensare che sono oltre la metà del cammin della mia vita, mi ritrovo un po come a fine anno, quando si fanno i resoconti e ci si riempie di buoni propositi, memori delle cazzate immani che possiamo aver fatto durante l'anno. Tutti più belli e tutti più buoni, ecco così, i cinquant'anni sono una sorta di bianchetto, il punto a capo lettera maiuscola, è lì che capisci che non si è mai finito di imparare, che le persone non cambiano ma si modificano, che l'esperienza serve ma sempre e solo fino ad un certo punto e che nonostante tutto pensare che la vita è bella ci dà coraggio, pensare che domani è un altro giorno rende meno fastidioso anche fare la spesa.
Vienimi incontro però, nessuno mi ha insegnato come gestire la cosa, anche perché siete due diversissimi fra voi, ma tu, io e te abbiamo superato tanti casini e difficoltà, sono sempre la tua principessa quella che volevi sposare e portare nel castello, ed io sono quella che ti cambiava i pannolini, comprava per te le t-shirt più fighe e vedeva crescere capelli biondi e sorrisi dietro l'azzurro cielo dei tuoi occhi, le femmine sono più simpatiche da vestire, ma io già pensavo a quando sareste diventati grandi, con quale fierezza vi avrei avuti al mio fianco foss anche soltanto per portare le buste della spesa, si, sono i miei figli e sono fiera di quel che sono.

Aiutami a capire come posso fare per parlare la tua lingua, per capire dove sbaglio, perché non riesco a trovare il modo da sola.
So che sei in un momento difficile sono con te ma non so come dirtelo, in quale lingua.

" Se cadi ti rialzo e se non riesco mi sdraio con te"
 j.  Cortazar

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